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Come realizzare un manifesto pubblicitario: la storia dalle origini al 2019

manifesto pubblicitario

Il manifesto pubblicitario ha ancora grande impatto sul pubblico. E’ uno strumento del marketing di stampa che è molto usato nelle metropoli dove le strade hanno grandi affluenze. Non solo. A causa del traffico intenso, i guidatori sono obbligati a trascorrere molto tempo nei loro abitacoli e, di conseguenza, sono esposti maggiormente a questi messaggi. L’investimento ha senso ma solo se sai come fare manifesti pubblicitari funzionali al tuo business.

Le caratteristiche del manifesto pubblicitario

Si tratta di una pubblicità composta da 2 elementi chiave che sono:

  • testo pubblicitario;
  • immagini correlate.

Nello specifico, il secondo elemento è più importante. L’occhio umano si sofferma prima sulle immagini perché sono più facili da decodificare e perché tendenzialmente siamo tutti pigri. Solo se veniamo colpiti da quel che vediamo cerchiamo spiegazioni nel testo. Il lavoro di impostare graficamente un manifesto pubblicitario diventa, quindi, essenziale.

Le origini

Come riuscirci? Facendosi ispirare dalla storia ed evoluzione dello strumento. Tutto ha inizio da Jules Chéret che è considerato il padre del manifesto pubblicitario. Inizia l’attività a soli 13 anni producendo manifesti per teatri, locali notturni e sale da concerto, distinguendosi in creatività nell’impiego della litografia a colori.

Fu il primo a dare  importanza alla parte figurativa del manifesto pubblictario puntando ad attirare l’attenzione dei passanti grazie a figure femminili che la storia definì “chérettes”, cioè le prime “modelle pubblicitarie” della storia.

Il primo poster italiano fu pubblicato da Rossetti per l’opera lirica “Faust” di Gounod nel 1863. Quale che anno dopo, nel 1889 il pittore e pubblicitario tedesco Adolf Hohenstein creò una locandina a colori per l’opera lirica “Edgar” di Giacomo Puccini.  Questo gli fruttò la direzione artistica delle Officine Grafiche Ricordi.

Manifesto pubblicitario le origini

Il cartellonismo italiano

Il ruolo della Ricordi nella cartellonistica italiano fu centrale. Produsse poster:

  • murali;
  • annunci e pubblicazioni sulle sue riviste;
  • cartoline postali da collezione;
  • libretti d’opera.

Questa fu l’era artisti del calibro di Marcello DudovichLeopoldo MetlicovitzLeonetto Cappiello e Aleardo Terzi. L’epoca in cui fu usato uno stile pittorico dove comparivano persone ritratte in abiti raffinati e situazioni mondane, pensate per colpire la media borghesia sull’ampia gamma di vestiti confezionati a prezzi contenuti.

Manifesto pubblicitario cartellonismo italiano
Il Futurismo

Il manifesto pubblicitario è una forma di arte e lo dimostra il rapporto stretto che ha avuto col movimento del Futurismo. Lo si nota dall’uso di colori forti e caratteri tipografici vistosi. Lo si nota dal lavoro di Fortunato Depero, che in quel periodo lavorò per marchi come:

  • Campari;
  • San Pellegrino;
  • Cicli Bianchi;
  • Strega Alberti Beneventi.

La grande novità del periodo fu l’uso di carattere tipografici in modo visivo. Il testo, cioè, diventava immagine e tutto era funzionale a colpire l’attenzione del passante. I risultati sono eccelsi.

Manifesto pubblicitario il Futurismo

Gli anni cinquanta

Molte caratteristiche del manifesto pubblicitario moderno iniziano a comparire negli anni cinquanta. In Italia inizia le trasmissioni la RAI e il Carosello stravolge tutto. Si distingue l’ingegno di Armando Testa. Le sue campagne introducono slogan e personaggi indimenticabili come l’ippopotamo Pippo per la Lines e il Caballero e Carmencita per il caffè Paulista.

I manifesti pubblicitari di Armando Testa sono autentici capolavori. Tra i suoi più celebri, c’è quello che mostra un elefante dal muso di pneumatico disegnata per Pirelli, abbinato al claim “Atlante. Il Gigante che farà molta strada”.

Manifesto pubblicitario anni cinquanta

L’era moderna

Gli anni ottanta e novanta sono scanditi dai manifesti pubblicitari della Benetton. Il fotografo Oliviero Toscani lascia tutti a bocca aperta con le sue provocazioni. Chi lo ama e chi lo odia… resta oggettivo che il suo lavoro non passa inosservato e per la promozione è un punto di partenza appetibile.

E’ chiaro che il seno della ragazza di colore non fece piacere alla forte comunità cattolica italiana e a molte famiglie che avevano un’educazione più rigida ma l’incremento del fatturato della famiglia di Treviso dimostrò che la strada era quella giusta.

Manifesto pubblicitario era moderna

Realizzare un manifesto pubblicitario nel 2019 in grado di colpire l’attenzione è meno facile. Con social network come Instagram siamo esposti a più immagini ogni giorno. L’unico modo per riuscirci è farsi ispirare dalla storia di questo strumento ma anche da quel che piace nell’attualità.

Lo dimostra il successo della campagna “Cercasi scambisti”.

Datti da fare e poi, quando hai realizzato il manifesto pubblicitario giusto per te, vieni da noi a vedere le diverse opzioni di stampa. Tutto sempre all’insegna della qualità.

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