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7 cose da sapere per realizzare brochure efficaci (opuscoli pubblicitari)

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La pubblicità di un prodotto, servizio o marchio è fatta di diverse fasi temporali. A seconda della fase in cui sei mentre stai lanciando il tuo messaggio, esistono strumenti di marketing di stampa più giusti di altri da usare.

La brochure, che poi è un opuscolo pubblicitario, è perfetta per provare a convertire un curioso in cliente. Se col volantino, una maglietta personalizzata o una bella azione di Guerrilla Marketing lo hai incuriosito, infatti, non significa che poi farà quel che tu vuoi che faccia (cioè che segua la tua “Call to Action”).

Puoi essere una palestra che vuole illustrare il programma dei nuovi corsi e i possibili abbonamenti o una web agency che cerca di raccontare quali servizi propone. Comunque ha senso che tu impari a sfruttare i diversi spazi di una brochure per raccontare i benefici che offri al cliente.

E’ in quegli spazi che puoi dare al possibile cliente tutte le informazioni di cui ha bisogno per decidere se procedere o no.

Ecco perché è davvero importante che tu abbia sott’occhio una “lista della spesa” di cose da fare per rendere efficace un opuscolo.

Fatti una lista delle informazioni chiave

Il senso più importante della brochure è quello d’informare una persona:

  • sui tuoi servizi;
  • su un prodotto specifico;
  • sulla storia del tuo marchio.

Prima di metterti a creare l’opuscolo, quindi, prendi un foglio di carta e fai mente locale (operazione di Brain Storming) su cosa tu voglia esattamente dire.

Rispondi alle 5W (chi, cosa, perché, quando e dove) e metti nero su bianco tutte le informazioni che non devono mancare nel documento. Poi crea una scala di importanza di queste informazioni numerandole da 1 a 10.

Nell’organizzazione della gerarchia delle informazioni ricorda che una brochure ha diverse facciate e che le informazioni più importanti vanno nella prima e nell’ultima pagina. Perché? Perché sono le uniche due che si vedono anche quando l’opuscolo pubblicitario è chiuso.

Inventa un titolo

Come nella creazione di un volantino efficace, grande impatto deve avere il titolo della brochure che sarà la parte testuale più grande al centro della prima pagina. E’ qua che devi spiegare col massimo della chiarezza di che cosa parla la brochure e quali benefici offre per chi la leggerà tutta.

La scelta del titolo di una brochure è importantissima perché, se ben fatta, ti dà modo di guadagnare la fiducia del pubblico. Se il testo funziona, la persona aprirà l’opuscolo ed inizierà a sfogliarlo.

Un esempio? Se sei una pizzeria e vuoi lanciare un menù promozionale, questo si deve capire dal titolo. Altrimenti il possibile cliente non aprirà mai le pagine interne e non scoprirà più nel dettaglio quale pizza potrebbe ordinare.

Abbina le immagini

Hai la gerarchia delle informazioni della brochure ed hai il titolo della prima pagina. Ora devi usare le immagini giuste. Gli studiosi di Psicologia Cognitiva dell’Università La Bicocca di Milano spiegano che il nostro occhio viene attirato prima dalle immagini e poi dalle parole. Ecco perché si tratta di un passaggio importante.

Evita di metterne dentro troppe in ogni facciata dell’opuscolo perché generano confusione e scoraggiano la lettura. Se hai necessità di mettere tante immagini di prodotti nella brochure, usa gli elenchi puntati ed una grafica schematica ordinata e pulita.

Usa pochi font

Il font è il carattere del testo che stai usando. Per chi legge ha grande peso nella percezione della qualità del documento. Un font banale (il classico Times New Roman da Word, per fare un esempio), infatti, dà al lettore la sensazione di mancanza di cura nella grafica.

Cerca di essere creativo anche in questo aspetto ma non realizzare brochure con troppi font diversi. Un errore simile crea un effetto estraniante sul possibile cliente che fugge dalle tue pagine cestinando in fretta l’opuscolo.

Prendi una direzione visiva coraggiosa e creativa ma poi perseguila fino alla fine.

Rileggi la bozza grafica

“Errare umanun est (sbagliare è umano)” dicevano i latini. Perseverare è sciocco, però, perché un documento può (e deve) essere riletto.

La prima rilettura della brochure serve ad editare meglio il testo e le immagini. Stai attento agli errori di battitura. Una volta andato in stampa non potrai più correggerli e trovarli dà sempre fastidio al lettore. Gli dà la sensazione che, nella creazione dell’opuscolo, tu sia andato troppo di fretta senza avere rispetto del tempo che lui ti sta dedicando nel leggerti.

La seconda rilettura della brochure, invece, va fatta secondo la regola dell’AIDA che, nel marketing, significa:

  • A, attenzione (attention),
  • I, interesse (interest);
  • D, desiderio (desire),
  • A, azione (action).

Rivedi tutti i tuoi testi cercando di capire se seguono questo percorso. Un buon testo di vendita, infatti, deve portare il lettore lungo questa sequenza di comportamenti per funzionare.

Invita il lettore ad agire

Una brochure efficace è una brochure che fa compiere una precisa azione al lettore. Può fargli ordinare una pizza, sottoscrivere un nuovo abbonamento in palestra o chiedere un preventivo ad una web agency. Queste cose, però, non avvengono mai per caso.

Il percorso di trasformazione da lettore a cliente segue, come abbiamo visto nel punto sopra, lo scheletro dell’AIDA ma alla fine, per avere l’azione, devi essere certo di essere stato molto chiaro in quel che chiedi.

Vuoi che ti contattino? Sii sicuro che la mail e i numeri di telefono siano ben visibili. Vuoi che approfittino di una tua promozione? Controlla che siano chiari le condizioni di essa.

Scegli i giusti colori

I più illustri studi di Psicologia Comportamentale americana hanno dimostrato che i colori generano nell’uomo precise emozioni. Non può essere un elemento secondario nella creazione della tua brochure. Tutto deve essere coerente, infatti, compreso l’aspetto cromatico dell’opuscolo pubblicitario.

Chiediti esattamente a chi vuoi parlare. Poi chiediti quale emozione vuoi suscitare in lui. Infine realizza l’impianto grafico e i font seguendo queste precise indicazioni di colore della brochure.

Non si realizza un opuscolo nero e cupo se stai cercando di fare pubblicità ad un locale di musica dal vivo per universitari. In questo caso, al contrario, la forza dirompente dei colori fluo agirà con più efficacia sul pubblico scelto.

Scegli con cura la qualità della carta

 

Se è vero che una brochure deve essere coerente in tutto, non fa eccezione la scelta della carta. Tu parli con un preciso pubblico e questo pubblico ha precise aspettative anche per quanto riguarda l’esperienza tattile. E’ comprovato che tenere in mano un oggetto aumenti le capacità di memorizzare i suoi contenuti perché crea un’emozione.

Sii chiaro su quale emozione tu voglia suscitare.

Una brochure istituzionale deve avere carta di altissima qualità, deve essere spessa e possibilmente patinata.

Una rivolta ad un pubblico giovane potrebbe essere fatta su carta riciclabile e magari con un font che sembra scritto a mano.

Non è impossibile creare una brochure che abbia impatto sul pubblico ma, come vedi, devi seguire con attenzione tutti i passi della sua creazione. Una volta messa in pratica tutta la check-list che ti abbiamo proposto in questa guida, passa alla stampa. Scopri sul nostro sito tutte le opzioni di stampa e formato che ti diamo sulle brochure.

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