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Personal branding: come creare da solo le basi della tua pubblicità

Personal branding

Personal branding? Per aumentare le vendite è bene che tu sappia con precisione cosa sia e come sfruttarlo al meglio. E’ un concetto di marketing molto concreto che può dare benefici a:

  • negozi;
  • imprese;
  • freelance;
  • studenti.

Non è l’immagine che dai al cliente. E’ qualcosa di più complesso e completo che è bene impostare nel modo più professionale possibile. E’ un po’ come le fondamenta di un palazzo. Se vuoi costruire in altezza, devi avere le basi solide.

1 – Personal branding: il significato

Per capire il personal branding cos’è è necessario citare un articolo di Tom Peters, guru del Marketing moderno, che è uscito nel 1997 sulla rivista Fast Company, di cui era Direttore.

In sintesi sosteneva l’innovativa tesi che:

chiunque è un brand. E’ importante curare la propria immagine professionale perché tutti siamo sul mercato e tutti siamo continuamente responsabili della nostra reputazione e della nostra credibilità.

Il passaggio più amato e citato è:

La qualità del lavoro passato determina il posizionamento per quello futuro. Oggi, nell’era dell’Individualità, tu devi essere il tuo brand.

Questo nuovo punto di vista distrugge un confine storico. Non c’è distinzione tra azienda e privato, in un senso o nell’altro. Un esempio? Giovanni Rana è il volto della sua azienda e Cristiano Ronaldo è quasi più un marchio che un semplice sportivo.

2 – Come costruire un brand

Nell’ottica di capire come trarre benefici dal personal branding è bene mettere a fuoco i procedimenti di costruzione di un marchio, che sia personale o aziendale. Prendi un foglio e rispondi a queste domande:

  • Qual è la mia unicità?
  • Quali sono i miei potenziali clienti?
  • Quali esigenze hanno?
  • Cosa voglio che facciano per me?

L’insieme delle risposte delineerà i confini del marchio in modo netto. Partire senza avere le idee chiare sarebbe davvero un grosso errore.

3 – Perché avere il sito web

Costruire un personal branding richiede passaggi ben chiari. Dopo aver stabilito la tua corporate identity con la lista delle 4 domande chiave, è bene che tu metta nel terreno queste radici. Il terreno fertile non è quello dei social ma il tuo sito web. Strano? Dipende come vedi la questione.

I social network sono il mezzo di comunicazione più usato dai giovani ma non ne sei il proprietario. Il sito web, invece, è tutto tuo e puoi gestirlo come vuoi. Un buon lavoro sul sito significa:

  • presentazione chiara di quello che fai;
  • racconto avvincente della tua storia;
  • pagine di vendita in cui fai capire i benefici che i tuoi prodotti o servizi danno al cliente;
  • blog con consigli utili e news di settore.

Se ti garantirai un sito così, potrai costruire la reputazione del tuo marchio sfruttando post e link sui social per traghettare traffico da te. La direzione del flusso comunicativo del lavoro dovrà sempre essere così in modo tale che non lavorerai per arricchire i vari Zuckerberg ma te stesso.

4 – La definizione del font

Gli elementi chiave di una pubblicità sono:

  • testo;
  • immagine.

Lo stesso vale per il personal branding dove il pubblico può riconoscerti attraverso;

  • font;
  • layout grafico.

E’ chiaro, quindi, quanto conti trovare un font personale che ti racconti. Un esempio? Il logo della Coca-Cola è solo una parola ma ha un font talmente particolare da essere ormai anche una grafica.

Nelle selezione del font più giusto per il personal branding considera sempre che:

  • il testo deve essere sempre leggibile anche su schermi piccoli come quelli degli smartphone;
  • non devi copiare in modo evidente il lavoro di un marchio più famoso;
  • il font deve essere allineato al pubblico a cui ti rivolgi.

Un esempio? Sarebbe sbagliato usare un testo molto creativo e con colori accesi se ti stai rivolgendo a professionisti di circa quarant’anni.

5 – L’importanza della grafica

Messo a posto il testo, cura la seconda parte del personal branding. E’ scientificamente dimostrato che l’occhio umano viene attratto prima dalle immagini (meglio se figure geometriche) che dalle parole. Diventa importante trovare un’informazione visiva che collimi con quello che vuoi dire.

L’immagine che rappresenta un brand deve essere:

  • visibile anche su piccoli schermi con bassa definizione;
  • essere riconoscibile (pensa al baffo della Nike);
  • sfruttare le emozioni che i colori suscitano nello spettatore.

Ora che hai fatto tuoi questi 5 concetti base sul personal branding e il suo significato, sarai certo che potrai costruire tutte le strategie di comunicazione che vorrai. Fatti un giro sul nostro sito per scoprire quanti modi diversi ci sono per applicare il personal branding alle vendite.

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