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Come scegliere un font: regole base per una creare una grafica chiara

Come scegliere un font

Alla base di tutti gli strumenti del marketing di stampa c’è un lavoro grafico. Più è semplice e più raggiunge lo scopo che si è prefissato. Imparare come scegliere un font rientra in questa necessità e garantisce effetti immediati e duraturi su tutta la comunicazione.

Un font per riviste non è come un font professionale. Ognuno ha i giusti contesti in cui essere usato. Il tuo compito è creare un layout grafico che sia complementare con un testo e, di conseguenza, con un font. Non solo.

Sapere come scegliere un font ti servirà per mettere a fuoco:

  • titoli di locandine ed opuscoli;
  • slogan di t-shirt personalizzate;
  • lanci promozionali di volantini;
  • testi di sticker brandizzati.

L’importanza del testo in una pubblicità stampata è notevole. Se sbagli il font, il cliente non capisce quello che legge e smette. Si tratta, quindi, di imparare a non danneggiarti con le tue stesse mani.

La materia è fitta ma esistono delle regole base per creare una grafica chiara che puoi applicare per essere certo di fare un buon lavoro. Eccole.

Leggibilità

Prima di addentrarci nella scelta del font fissiamo alcuni concetti importanti. Quando si parla di lettura di un testo bisogna distinguere tra:

  • visibilità;
  • leggibilità.

La visibilità (detta “legibility”) indica:

quanto un testo può essere individuato facilmente per chiarezza, contrasto, illuminazione

La leggibilità (detta “readability”) riguarda invece:

la facilità di lettura e il grado di affaticamento

Secondo il guru della comunicazione Stephen Coles di Typographica:

quando scrivi un testo, non ti devi chiedere se un lettore può leggerlo e quanto velocemente può farlo ma se vuole farlo

La scelta dei caratteri tipografici

Per capire come scegliere un font di un layout grafico è utile analizzare gli elementi che compongono un testo.

Un testo è composto da:

  • lettere;
  • parole;
  • righe.

La forma della lettera cambia a seconda del carattere tipografico che utilizzi. Una delle classificazioni più comuni raggruppa i caratteri in:

  • serif;
  • sans-serif;
  • script.

Nel corso della storia della linguistica, sono state proposte differenti classificazioni dei caratteri tipografici. Principalmente, comunque, sono basate sulle variazioni degli elementi anatomici dei glifi (che sono la rappresentazione grafica di un carattere) che li compongono. Ecco un esempio.

La definizione di carattere tipografico fa riferimento a quello che in inglese è definito “type family”, cioè una famiglia di caratteri. Ogni famiglia ha varianti o stili detti “font”. Un esempio? Il Times New Roman è un carattere tipografico (una famiglia di font), il Times New Roman grassetto (che è il “bold”) è un font (una variante).

Le varianti del carattere tipografico

Un carattere tipografico si struttura in:

  • peso, che è lo spessore del tratto che va da “light” a heavy”;
  • larghezza, che vanno da “condensed” e “extended e si misurano in base al rapporto tra la larghezza e l’altezza.

L’obiettivo del font

Se si guardano i font per titoli si può evincere che i caratteri nascono per funzionare a dimensioni elevate. Quando realizzi una locandina prevedi che sia grande ed esposta in luoghi pubblici. Questa intuizione non è del tutto esatta. Ogni font ha uno scopo per cui è stato creato.

Un esempio? Il Georgia fu realizzato da Matthew Carter per i monitor. Proprio perché pensato per essere leggibile sui monitor, anche a piccole dimensioni, a grandi dimensioni il testo non funziona bene. L’esatto opposto della premessa di questo capitoletto.

Per capire come scegliere un font sta a te scoprire la storia di un font ed applicarla al tuo obiettivo di marketing. Ogni strumento ha la sua essenza che devi assecondare. I font dei volantini devono reggere per testi medi e lunghi, quelli di una t-shirt devono impattare nell’assoluta sintesi del titolo.

Gerarchia delle informazioni

Ora che hai messo a fuoco tutti questi concetti, è importante che tu capisca che 2 elementi grafici  messi in uno stesso spazio sono automaticamente messi a confronto dal lettore. Per lui sarà naturale valutarli in base alle differenze e all’importanza.

Ecco perché nella gestione di un testo ci sono queste regole:

  • utilizzare al massimo due caratteri che in qualche modo accentuino il contrasto;
  • utilizzare un sans-serif per il titolo e un serif per il testo (o il contrario);
  • ottenere il contrasto opponendo pesi come light/blod o larghezze come regular/condensed o extended.

Adesso hai gli elementi base per scegliere un font. Una volta convinto della tua scelta procedi all’azione passando dal nostro sito per vedere tutti i prodotti di stampa in cui puoi mettere in pratica quanto appena imparato.

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