skip to Main Content

Cercasi scambisti: una geniale campagna offline da cui imparare molto

Cercasi scambisti

Ti è capitato in questi giorni di vedere per strada cartelloni pubblicitari con scritto “Cercasi scambisti”? In rete non si parla d’altro. Perché? Perché al messaggio non ci sono loghi o prodotti collegati e perché l’argomento è pruriginoso. Cosa significa questa scritta? A chi si rivolge? Cosa offre? Chi c’è dietro? Tante domande per un solo manifesto a dimostrazione che il lavoro di brainstorming è stato fatto molto bene. Di che si tratta?

Per capire a pieno la storia della campagna “Cercasi scambisti” e come questa può aiutarti ad aumentare anche le tue vendite dobbiamo partire dalle basi. Lo scopo principale di una campagna pubblicitaria è quello di creare curiosità intorno al messaggio. In un’era in cui siamo sommersi da offerte e promozioni, infatti, catturare l’attenzione è il primo passo per far funzionare le cose. In questo caso l’obiettivo è ampiamente raggiunto.

L’importanza dell’offline

Il primo punto su cui si basa il successo della campagna “Cercasi scambisti” è la scelta di uscire dalla rete. Lo stesso identico messaggio postato sui social non avrebbe sortito effetto. Chiunque avrebbe pensato all’ennesimo sito pornografico e la cosa si sarebbe fermata là. Invece il fatto che qualcuno abbia speso soldi per riempire le città di cartelloni pubblicitari ha fatto la differenza. Non solo.

Viviamo col naso sullo schermo dello smartphone eppure, quando qualcosa di insolito appare nel mondo reale, questo genera ancora stupore. L’impatto dei cartelloni pubblicitari è ancora forte. Stiamo fermi nel traffico per ore ed è inevitabile guardarci intorno. Si tratta di lunghi momenti di forzata pausa tutti da sfruttare per la tua pubblicità. L’investimento economico sulla cartellonista non è basso ma l’efficacia è altissima.

Il teaser

E’ chiaro che l’agenzia che ha seguito questa campagna “Cercasi scambisti” abbia voluto sfruttare lo strumento del teasing. Cos’è? Secondo gli esperti di marketing si tratta di:

contenuti video e testuali che anticipano la comunicazione completa di un messaggio pubblicitario allo scopo di incuriosire il cliente senza svelargli l’intero contenuto

La tecnica del teasing nacque decenni fa nel settore del cinema. I film venivano lanciati dando in pasto al pubblico piccoli pezzi dell’opera per sfamare la curiosità senza mai saziarla. Se nei video è molto facile da usare, nella cartellonista è più complesso. Ecco un’altra ragione per cui quest’iniziativa sta funzionando. Si tratta di qualcosa a cui siamo meno avvezzi.

Le ipotesi

Quando sono comparsi i cartelloni “Cercasi scambista” la gente ha iniziato ad ipotizzare chi ci fosse dietro. Non è casuale neanche questo. Alle persone piace giocare e scoprire per primi cosa significhino quei messaggi ha divertito molti.

Davvero in pochi hanno creduto che si trattasse davvero di un messaggio a sfondo sessuale. La teoria più accreditata è stata legata alla musica. I fan della cantante Genny Vee hanno sostenuto su Facebook che fosse il lancio del suo nuovo album in uscita d’estate creando non poca confusione sul tutto.

Gli UGC

Cosa sono gli UGC e perché sono collegati alla campagna “Cercasi scambisti”? Per UGC si considerano gli Users Generated Contents cioè i contenuti generati dal basso dagli utenti. Tecnicamente si tratta di tutti i post e commenti che la gente comune genera intorno ad un prodotto o un servizio. Pensa alle recensioni di un ristorante su applicazioni come The Fork.

Il vantaggio di usare UGC è che sono contenuti del tutto gratuiti che hanno un altissimo tasso di credibilità. Un messaggio promozionale tradizionale, infatti, genera sfiducia. Si pensa sempre alla “fregatura” che vuole dare il venditore. Al contrario, se una persona normale, che non ha alcun tornaconto, parla bene, lo fa di certo perché ci crede.

La soluzione del mistero

Dopo diverse settimane di mistero sui cartelloni “Cercasi scambisti” è arrivata la verità. Dietro a questa campagna pubblicitaria di successo c’è una nuova start-up dedicata alla mobilità Popmove. Lo scambio a cui fa riferimento lo slogan, diventato virale anche sul web, riguarda infatti la possibilità di trovare un’auto quando se ne ha bisogno e condividere la propria quando non la si usa. Un car sharing evoluto. In che senso?

Esempi di cercasi scambisti

L’idea del servizio

Dietro a “Cercasi scambisti” ci sono i Popdriver, cioè gli utenti che hanno bisogno di una vettura per poche ore o per spostamenti più lunghi che possono trovare esattamente quella che cercano pagando solo per l’uso che ne fanno.

Come funziona il car sharing? I titolari di un contratto di noleggio a lungo termine danno l’uso della propria auto sulla piattaforma web e risparmiano così sulla rata mensile, ricevendo un accredito fino all’80% dell’importo di ogni singolo viaggio effettuato. La novità rispetto al car sharing classico è che le durate e le percorrenze vanno da un’ora a 29 giorni e su tutto il territorio nazionale, purché si riconsegni il veicolo nei tempi indicati dal legittimo proprietario.

Ora hai seguito tutta la lezione di comunicazione della campagna “Cercasi scambisti”. Fanne tesoro iniziando a pensarne ad una tua. Ci sono tanti modi di fare teasing e di far incuriosire la gente sulla tua attività.

Inizia scoprendo sul nostro sito con quali prodotti della stampa personalizzata puoi lavorare e a quali vantaggiosi prezzi.

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...
Back To Top